Ucraina leader e fantocci...

Ucraina leader e fantocci...


Ucraina e Putin la sfida fomentata, ma ora?



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La Geopolitica è una cosa seria e la politica internazionale andrebbe affidata a persone con una visione e con la schiena dritta...




La pace tutti la invocano ma nessuno la persegue, nell'aria si percepisce solo la voglia di vendetta e altro sangue d'innocenti scorrerà




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Abbiamo fatto credere all'Ucraina che era oramai con noi Occidentali,

promettendole di entrare nella NATO e spingendola di fatto a non dialogare con Putin. Invece dovevamo cercare di mettere pace, ascoltare quello che richiedeva Putin e trovare una soluzione per stemperare la situazione e riportarla a un clima pacifico.

 Abbiamo fomentato l'astio tra le parti. 

L'Occidente ha isolato la Russia invece di attirarla in un quadrante democratico e l'ha spinta verso la Cina, cosa molto grave. La Russia, come l'Ucraina, ha basi culturali vicine all'Europa (pensiamo alla letteratura, pittura, musica, danza, ecc.), un processo lungimirante avrebbe dovuto trovare soluzioni e attrarle verso il nostro continente con processi e percorsi definiti nel tempo.
Ma così non è stato nella nostra politica estera Europea, miope e inesistente
 In merito agli USA, basti ricordare la crisi con Cuba nell'ottobre del 1962 e analizzare le dovute similitudini e differenze.

Quindi, preventivamente non abbiamo fatto nulla per trovare una soluzione e quando la Russia ha invaso, molti leader non si sono espressi e solo successivamente si sono limitati a commentare o a esprimere parole vuote. 
Solo dopo che gli USA l'hanno imposto hanno parlato di sanzioni e in principio erano molto timide.
Le sanzioni erano utili se fossero state prese subito e coralmente a un eventuale negoziato serio ma fallito.

Le sanzioni che arriveranno dopo, avranno tutt'altro effetto: d'isolare ancora Putin e metterlo con le spalle al muro, invece di avere una funzione preventiva, dissuasiva. Tale geopolitica cieca è stata sia dell'Europa, sia degli Usa nello specifico della vicepresidente Kamala Harris.

C' è anche da ricordare un fatto.

Dopo alcuni anni che l'Ucraina si rese indipendente dalla Russia consegnò 1600 testate nucleari sul suo suolo proprio alla Russia con un patto definito memorandum di Budapest firmato il 5 dicembre 1994, con il quale l'Ucraina accettava di smaltire l'enorme scorta di armi nucleari in cambio della sua integrità territoriale. Le garanzie furono date da Russia, Stati Uniti e Regno Unito, successivamente anche da Cina e Francia. Dove sono questi Stati? 


Biden o gli altri supposti leader avrebbero dovuto trovare una soluzione negoziale prima:
"Words before blows" 
è una battuta tratta dal Giulio Cesare di Shakespeare. “Le parole prima dei colpi”.

Tra tante voci inutili e non all'altezza si distinguono solo il leader francese Macron che negli ultimi anni mi ha colpito per lungimiranza e disponibilità. Tutti gli altri leader o supposti tali definiti grandi, si sono mossi in ritardo e mi sembrano solo dei pagliacci incapaci di avere una visione.

Oppure, almeno ex post, Biden avrebbe dovuto avvisare Putin di non oltrepassare il Donbass. Putin che ha avuto dalla Duma solo l'assenso al peacekeeping nel Donbass, si sarebbe dovuto fermare in tale regione e trattare (strategia vicina a quella che proponeva Johnson almeno nella fase iniziale, successivamente lo stesso dovrebbe prendere consapevolezza di non essere Churchill e di stare in silenzio). In tale contesto reali leader avrebbero dovuto ascoltare, mediare con Putin e trovare un accordo necessariamente, era possibile con un minimo sforzo.
Mentre, Biden non si è mosso fisicamente, e avrebbe potuto fermare tutto, ma il suo intento è quello di staccare la Germania dalla Russia, dimostrando la loro miopia geopolitica che non vedono il reale vero nemico: Cina. 

Mentre è andata diversamente tra tante bugie e molte paure.

Nello stesso tempo Volodymyr Zelensky deve mettere i piedi per terra, parlare meno, non provocare e cercare il dialogo se vuole essere un vero statista, pensare al suo popolo invece di farsi gonfiare da rassicurazioni fallaci di altri.

Anche ora gli pseudo leader occidentali alimentano false illusioni in Zelensky, addirittura parlando di fare la resistenza con molotov (cosa ridicola e tragica) o promettendogli armi, da far rientrare in Ucraina attraverso la Polonia, siamo alla farsa completa (mi chiedo se gli esperti militari abbiano chiaro cosa possa succedere...). Secondo questi "scienziati", supposti leader politici, la Russia starebbe a guardare?
 Se hanno tanta voglia di combattere mandassero i loro soldati e non esponessero il popolo ucraino al massacro. Questi "strateghi" porteranno il popolo ucraino in un bagno di sangue (per chiarire, la Russia se volesse in 4 ore, con le sole armi convenzionali, distrugge tutta l'Ucraina).


Impegnarsi per la pace è difficile ma tutti devono abbassare i toni e calmarsi, mettendo uomini seri e di buona volontà a mediare.

Ora occorre dare una via d'uscita a Putin o sono possibili conseguenze peggiori e con i personaggi in gioco tutto può scivolare in un attimo.

 I punti sarebbero semplici:
  1. ritiro delle truppe di Mosca,
  2. riconoscimento della Crimea,
  3. garantire il non ingresso nella NATO dell'Ucraina e di non avere basi NATO,
  4. peacekeeping nel Donbass da parte dell'ONU e forte autonomia territoriale,
  5. allentare le misure prese contro la Russia,
  6. ricostruire tutto quello distrutto in Ucraina e aiutarla,
  7. cercare di fare dialogare i due popoli,
  8. definire percorsi culturali comuni.
Da qui si potrebbe partire per dare delle prospettive incoraggianti a entrambe le parti per accettarle (con idee e visioni prossime future), se veramente si vuole la pace.

Occorre uscire dalla logica della sfida e di comprendere che oltre all'etica della responsabilità, vi è l'etica della convinzione (Max Weber) che si basa su un vissuto molto personale. La dimensione negoziale deve prevedere una prospettiva nuova e lungimirante dove entrambe le parti hanno un futuro, ma abbiamo leader con tali capacità?


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